“Don’t ask questions. Just listen” – non è stato facile per Lee Hildebrand intervistare Zorn in vista delle sue performances a San Francisco (John Zorn: Bay Area Connection: 8 and 10 p.m. today-Sat. $25-$35. Yoshi’s, 1330 Fillmore St., S.F. (415) 655-5600. www.yoshis.com).
Zorn reagisce in modo scontroso e sarcastico (e un po’ snob) alle domande del giornalista sull’improvvisazione. E tutta via sono presenti alcuni spunti di riflessione.
“If it’s totally improvised, then it’s not my music anymore, is it?” he says with a laugh. “My solo music – I get up onstage, I improvise and it’s my improvisation. When I get up onstage with Fred Frith and Mike Patton, then we’re improvising together. Then it’s not my music; it’s our music. I don’t like to ever say the word ‘my music.’ … Nothing is mine. We’re working on this together.
“No one sits in front of a drum set and thinks they invented it all out of whole cloth. The fact that the set is there means that you’ve got some dues to pay to Baby Dodds. If you can play on the ride cymbal a certain way, then you’ve got to take a nod to Max Roach or Tony (Williams). It’s like, hey, we’re just adding to a legacy. This is an energy that we are part of, you know. So how much of my music is totally improvised?
“There’s a certain amount of naivete in that question,” he adds.
E’ possibile leggere tutto l’articolo su sfgate.com
Una nuova, vivace, interessantissima presenza della scena improvvisativa newyorkese: Jen Shyu si è fatta conoscere al grande pubblico negli ultimi anni grazie alla collaborazione con Steve Coleman.
La giovane musicista si esibisce in performance di canto, danza, suona il piano e lo er hu, creando situazioni di rara intensità.
Non ci si aspetti una musica vocale come quella cui siamo abituati nel canto jazz e tantomeno nell’improvvisazione radicale. Jen Shyu evita gli stilemi e punta ad una fusione densa e rarefatta, forte e molto consapevole, di jazz e tradizione cinese, improvvisazione, camerismo novecentesto, improvvisazione e teatro.
Jen Shyu, nata in Illinois da genitori di Timor Est e Taiwan, è stata un talento pianistico molto precoce, ed ha mosso i primi passi nella danza e nel canto intorno ai 12 anni. La biografia della giovane artista fino all’incontro con l’ improvvisazione nella teoria e nella pratica del sassofonista Steve Coleman è così ricca che merita visitare la pagina biografica della cantante.
Il web è molto generoso di fonti audio e video di questa artista, le cui pubblicazioni sono disponibili online per l’ascolto integrale e l’eventuale download in mp3, previa offerta via PayPal:
Ecco infine il calendario delle esibizioni autunnali e un video di preview del progetto con il clarinettista Oscar Noriega:
Tuesday, September 7, 2010, 9:30pm – 10:30pm
Korzo, 667 5th Avenue, Brooklyn, NY, $5 Donation
(M, R train to Prospect Ave, or F train to 7th ave)
Jen Shyu, composition, voice, dance, er hu
Satoshi Haga, dance & choreography
Oscar Noriega, clarinets
Chris Dingman, vibes
Mat Maneri, viola
Ches Smith, percussion
~Poetry by Patrícia Magalhães
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JEN SHYU solo: INNER CHAPTERS &
Duo with BEN MONDER
Saturday, September 11, 2010, 8 to 10pm
5C CAFE, 68 Avenue C @ 5th Street, NYC
$10 cover + $5 min food/drink
Jen Shyu (vocals), Ben Monder (guitar). I’ll be performing music from my
solo project “Inner Chapters”–original music for solo voice, piano,
Taiwanese moon lute, er hu, & East Timorese lakado. Languages: English,
Spanish, Portuguese, Mandarin, Taiwanese, Tetum, Piniyumayan (once known as
“Puyuma” dialect.) I’ll then be joined by the phenomenal Ben Monder on
guitar for the 2nd set.
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And to Save the Dates (www.jenshyu.com will have updates):
September 8, 5-7pm, Rubin Museum: Jade Tongue with Thomas Morgan on bass and [surprise] on drums..
October 25, 7-9pm, $20: STONE SEMINAR – Hidden musical traditions of East Timor, Taiwan, and China and the context of improvisation and composition within. http://www.thestonenyc.com/calendar.php?month=2
October 31, 10pm, $10: “Synastry”: Duo with Mark Dresser, bass
November 11: Vital Vox Festival – Solo: Inner Chapters
December 1, Barbes: Solo: Inner Chapters
Da lustri in controtendenza rispetto all’intero vecchio continente, Berlino continua ad attrarre musicisti da tutta Europa e da tutto il mondo. In particolare si è rafforzata negli ultimi anni la presenza di improvvisatori e musicisti free jazz, e l’asse si è un po’ spostata dalla predominanza della tendenza minimalista verso performances un po’ più ‘mosse’.
E nella ‘grossa B’ (dickes B) è ora in arrivo il Festival Not Applicable da Londra, promosso da Maurizio Ravalico.
Di questo gruppo di artisti openimpro si è occupata in passato, in ogni caso consigliamo di visitare il sito, molto informativo e ricco di contenuti musicali:
Ecco il programma del Festival, che si svolgerà in alcuni dei locali storici della Berlino improvvisante, tra Mitte e Prenzlauerberg, ma anche nel nuovo ‘polo’ Neukölln.
gio 2/9 – Isambard Khroustaliov / Maurizio Ravalico duo @ Sowieso
ven 3/9 – Isambard Khroustaliov / Maurizio Ravalico duo @ Club der Polnischer Versager
dom 5/9 – the Berlin Improvisors Orchestra will perform Axiom, an instruction piece by Isambard Khroustaliov @ Wendel
lun 6/9 – Not Applicable film night, curated by Britt Hatzius and Martin Hampton @ Lichtblick
mar 7/9 – The Not Applicable Artists @ Finnlandzentrum
mer 8/9 – The Not Applicable Artists @ Babette
ven 10/9 – Gran Finale with Fiium Shaarrk @ Eschloraque, and party in the house with dj to follow
Il sassofonista radicale Katsura Yamauchi presenterà a Monaco (Rassegna Offene Ohren) il progetto in solo Salmosax.
Fonte: Offeneohren
Il 24 Giugno presso t-u-b-e Klanggalerie
(qui in un video YouTube una performance acquatica di Katsura Yamauchi / Salmosax )
Salmosax (trad. redazione)
Katsura Yamauchi Solo Saxophone (Japan)
“Salmosax è il progetto solistico del sassofonista giapponese Katsura Yamauchi, arrivato alla celebrità internazionale solo recentemente, nonostante sia attivo e presente sulla scena Free, Avangarde e Improvvisazione giapponese sin dai primi anni ‘70.
Si tratta del solo concerto tedesco nell’ambito del tour europeo del sassofonista, che toccherà anche Danimarca, Olanda, Svizzera, Italia e Portogallo.
Lo stile di Yamauchis unisci i nuovi suoni sperimentali della scena di Tokio con elementi meditativi e “naturalistici” della tradizione giapponese del Shakuhachi. La sua musica è contemporaneamente sfida leggerezza, inclassificabile, semplice e chiara. Clive Bell ha definito nel 2004 il suo stile come “Libera Improvisazione da cantare insieme”
Alcuni dei musicisti con cui il giapponese ha collaborato: Michel Doneda, Barre Phillips, Han Bennink, Gino Robair, Otomo Yoshihide, Sachiko M, Misha Mengelberg, Tatsuya Nakatani, Sharif Sehnaoui, Jason Kahn, Toshinori Kondoe molti altri…”
Il sassofonista siciliano Ganni Gebbia in un’intervista su allaboutjazz, riflessioni molto interessanti sulla scena musicale italiana, la mentalità degli organizzatori di festival, l’appiattimento del jazz nel “modello” mainstream, il fine ultimo (o primo) degli insegnamenti di jazz nei conservatori e nelle scuole di musica….
Provocatorio e a tratti profondo, vale la pena di leggerlo qui e di godersi qualche video delle sue recenti esperienze in Giappone (di cui si parla diffusamente nell’intervista su allaboutjazz).
Trio di improvvisazione formato nel corso del 2009, OPJK_3 si configura come punto di convergenza di esperienze diverse che vanno dalla Free Music al rock, dalla musica elettronica al jazz di ricerca. “Aspetto fondante della musica di Opjk_3 è rappresentato dalla pratica dell’allusività in quanto strumento di indagine dello spazio sonoro. Con ciò ci opponiamo strenuamente al “sistema della citazione”, pratica volta piuttosto a rassicurare e imbonire le menti”
FABIO MARTINI – Clarinets, JP8000 /ANDREA REALI – Voice, live electronics / DANILO SALA – drum, Percussion, objets
VENERDI 7 MAGGIO ore 21.30 gli OPJK_3 suoneranno presso ACQUASUMARTE, viale dei Partigiani 23 – PAVIA
In occasione del prossimo breve tour sulla costa est degli Stati uniti, New York, Boston, Filadelfia previsto per fine Maggio 2010, il
C.O.D. trio è lieto di poter presentare venerdi 7 maggio (ore 21,15 cascina Roma, piazzale delle arti, s. donato milanese) e sabato 8 maggio 2010 (casa del popolo di Villasanta (MB) – il nuovo repertorio di brani originali che costituiranno il prossimo lavoro discografico che sarà registrato a NYC.
Come nel precedente “We will rock you-We will jazz you-We will mock you” (Music Center- BA227) il trio, composto da
Biagio Coppa(sax), Gabriele Orsi(guitar) e Francesco Di Lenge (drums), propone una innovativa miscela esplosiva di cumuli sonori
Jazz progressive e funk-rock
espressi in un singolare condensato approccio “razionale-astratto” caratterizzato però da uno sviluppo delle strutture musicali impetuoso e passionale.
Musica visionaria e utopista che suggerisce liberi scenari immaginari e predispone all’interazione tra linguaggi artistici di natura diversa, sinestetica.
La performance sarà infatti accompagnata con freschezza da Elena Terrin, illustratrice che con i suoi acquerelli trasformerà in linguaggio visivo l’energia e la ricercatezza espressa dalla musica di questo originale trio.
EINFALT
Nelide Bandello – batteria
Giulio Corini – contrabbasso
Andrea Faccioli – chitarra
Stefano Roveda – violino
Alfonso Santimone – pianoforte
****
El Gallo Rojo è un contenitore senza etichette stilistiche. Un
collettivo di musicisti predisposti alla sperimentazione e alla
trasversalità linguistica che scambiano idee, suggestioni, esperienze
d’ascolto e di performance. Un’etichetta discografica, i cui trentasei
dischi all’attivo hanno riscosso uno straordinario successo di
pubblico e di critica. Una piccola democrazia di artisti, che promuove
una strategia produttiva unica dal punto di vista della condivisione
delle scelte, della divisione delle mansioni e dell’autogestione delle
risorse. Un generatore di progetti che, dal 2005, popolano i
cartelloni delle maggiori rassegne italiane ed europee.
Quattro gruppi nati in seno al collettivo vanno a comporre una
fotografia di questi cinque anni di attività nella prima edizione di
“Viva El Gallo Rojo”, che costituisce l’ideale seguito alla due giorni
organizzata dal Centro d’Arte di Padova nell’ottobre 2008.
Il 7 maggio è dedicato ad uno sguardo composito sui modi di una
scrittura musicale contemporanea e trasversale, con l’Orchestra
Vertical di Enrico Terragnoli, già protagonista delle prime esperienze
discografiche e concertistiche de El Gallo Rojo, e Thrill di Alfonso
Santimone, una delle più recenti emanazioni del collettivo. L’8 maggio
sarà la volta di un confronto tra due diversi approcci alla libera
improvvisazione: Massabon, il duo di Simone Massaron e Piero Bittolo
Bon, e Einfalt, ensemble guidato da Nelide Bandello. Ancora l’8
maggio, nel pomeriggio, Simone Massaron e Piero Bittolo Bon
introdurranno al pubblico del forum FNAC il Puntorojo, un esperimento
di produzione snella e a basso costo che costituisce una sorta di
collana parallela a El Gallo Rojo Records. A seguito della relazione,
il chitarrista Roberto Zorzi presenterà il suo progetto solista,
recentemente edito da Puntorojo