Kalaparusha’s starvation box
Maurice “Kalaparusha” McIntyre (n. 1936) è una presenza importante del free jazz degli anni ‘70.

Una biografia di Kalaparusha è presente sul sito di AACM: http://aacmchicago.org/kalaparush-maurice-mcintyre
Attivo dapprima come membro della chicagoana AACM (Associazione per l’Avanzamento dei Musicisti Creativi), si trasferisce a New York negli anni ‘70, prendendo parte alla vivace scena dei loft (una lettura da non perdere: Wilmer, Val (1977). As Serious as your life).
La sua partecipazione alle sessioni della casa/studio di Sam Rivers e della moglie Beatrice (Rivbea Studio) è documentata nel bellissimo triplo CD Wildflowers, il cui brano di apertura “Jays” mostra un Kalaparusha intenso, drammatico e come sempre non alieno da un bel senso melodico. Per informazioni su questo importante documento:
Negli anni 2000, Kalaparusha vive a New York, incide di rado, conserva il suo fascino espressivo e suona nella metropolitana. Preferibilmente fuori dal centro città, per avere un audience più attenta.Da non perdere, della produzione recente, Morning Song in trio con tuba e batteria.

E’ disponibile online un documento molto toccante, un mini-documentario sul Kalaparusha di oggi, girato dal giovane regista di New York Danilo Parra, che si è imbattuto in Kalaparusha per caso, inseguendo altri progetti musicali nella metropolitana della grande mela.
Il documentario, un ritratto molto bello e molto triste, per le condizioni di vita attuali del musicista, è disponibile in versione integrale (22 minuti) sul sito del Guardian:
http://www.guardian.co.uk/music/video/2010/sep/13/kalaparusha-maurice-mcintyre-horn-starvation-box
Citazionedi Kalaparusha “If used properly, from an inner point, music could be the healing force of the universe”. http://aacmchicago.org/kalaparush-maurice-mcintyre
Citazione del padre di Kalaparusha: ‘That’s not a horn, it’s a starvation box’ (dal video)
