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DNA alla luce da Fabio Delvò

Riceviamo e pubblichiamo con piacere:

DNA

Il progetto DNA del sassofonista Fabio Delvo’ DNA - di Fabio Delvò vede la “luce” nel Gennaio 2012, interamente autoprodotto e basato su sue composizioni originali.

FORMAZIONE:

Fabio Delvo’ composizioni/arrangiamenti, alto & soprano sax

Biagio Coppa tenor sax & soprano on #3, #7

Santino Carcano doublebass

Marco Rizzini drums

Dopo un primo riconoscimento, giudicato il lavoro uno dei 3 migliori progetti proposti al prestigioso concorso nazionale Waltex Jazz Competition 2010 tra i 42 partecipanti, il progetto e’ stato ora lanciato sul mercato del Jazz contemporaneo.

Nelle parole dello stesso Delvo’ : ” RITMO e COLORE, elementi imprescindibili della musica; credo di aver ‘congelato’ particolarmente questi due elementi nel mio DNA, questo m’interessava fare.

La ponderata assenza di strumenti armonici volge lo sguardo alla modernitaà, al jazz contemporaneo.

L’idea e’ quella di un continuo dialogo dove s’intreccino le voci ed i caratteri dei due sassofoni su di una ritmica che interagisca attivamente. Il titolo DNA sintetizza ‘della mia indole’, dunque concomitanza di densità, tratti aggressivi e grande calma, introspezione.

L’improvvisazione, singole e collettiva, svolge un ruolo molto importante, all’insegna della libertà, organizzata quanto basta secondo il mio pensiero e le atmosfere desiderate. Quasi tutti i brani sono dedicati, come si evince dagli stessi titoli, per gli altri ho cercato di ‘fermare’ alcuni luoghi figurati/sensazioni.

Ad esempio MILKY AIR e’ un neologismo ad indicare la nebbia invernale o QUIETE, ad indicare uno stato d’animo di tormentata pacatezza, serenità lievemente cupa; ai miei compagni d’avventura, qui, nella parte improvvisata, ho chiesto d’immaginare di trovarsi in un fitto bosco, particolarmente alla batteria ho suggerito un uso improprio dello strumento, penso che sarà più semplice, ora, ascoltando, sentire un picchio che batte solitario su di un tronco.

TOSCANA ferma con veemenza miei trascorsi bucolici. FOR MY MOTHER fu scritta moltissimo tempo fa’ (’98), mentre gli altri brani sono di più recente composizione, credo che in ogni caso si possa avvertire il filo conduttore comune.

Talvolta, ad esempio, in FOR MY BROTHER o PUPIK, sono partito dalla stesura delle parti di batteria e basso, parti integranti del tema stesso, dove l’incastro ritmico/melodico e’ stato studiato ed eseguito con precisione, altre volte per esempio in JANA, e’ stato pensato il tema, quasi sospeso sul tempo, dove la ritmica e’ una conseguenza.

Dunque, grande precisione e razionalità unite ad istinto, passionalità ed estemporaneità, in breve il mio motto, dove tutto torna ed e’ in continuo divenire.

Ultima ma non ultima (anzi!), la creatività. Si e’ cercato di suonare in forma autentica, originale ritengo, curandosi massimamente di evitare clichè precostituiti”.

Info: http://www.jazzitalia.net/Artisti/fabiodelvo.asp

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